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Buongiorno a tutti, complimenti per il sito davvero esaustivo, ma .. c'è sempre un ma, a breve iniziamo la ristrutturazione della casa in cui viviamo e parlando con l'elettricista si pensava all'intallazione di un'impianto domotico bticino, i dubbi sorgono sull'installazione. Cerco di spiegarmi.. la casa si sviluppa su tre piani al piano seminterrato garages, cantina, locale hobby e centrale termica, al piano terra grande salone con zona cucina, living, dispensa, bagno di servizio, al piano mansarda tre camere da letto e due bagni. Vorremmo la flessibilità totale dell'impianto per uno sviluppo futuro. Esempio se tra 1 anno mi accorgo che sarebbe comodo aprire il portone del garages dalla camera da letto vorrei poterlo fare, (è solo un'esempio). Affrontando il discorso la soluzione migliore parrebbe quella di convogliare tutti i cavi in un'unico quadro con la conseguenza di dover predisporre Kilometri di canalette e cavi con un'incremento notevole delle spese. Attualmente la domotica che pensiamo è per l'automazione e controllo di: allarme sulle finestre, controllo delle tapparelle, perdite di gas e monossido di carbonio, gestione dell'illuminazione interna e esterna, controllo video esterno, apertura e chiusura del portone e del garage, distribuzione segnale tv/sat e internet in vari locali, e ovviamente gestione del riscaldamento. Non prevediamo l'abbinamento con il controllo di tensione (disponiamo di 7 Kw). La domanda è questa: la soluzione di portare tutti i cavi in un'unico punto, con conseguente mole di lavoro e di spesa, è l'unica percorribile per avere una flessibilità totale futura ??
Chiedo scusa per la lunghezza del post, ma ho cercato di chiarire il più possibile la situazione.
Grazie 1000 in anticipo...
Data: 10/3/2010 Ore: 08:22:11 Risposte: 1 Gradimento: 10/10
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RISPOSTE A QUESTO MESSAGGIO:
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daniele.leonardi - Iscritto dal: 24/04/2009 - Numero messaggi postati: 91
Data: 10/3/2010 Ore: 15:10:37
messaggio originale :
innanzitutto, la ringrazio per i complimenti al nostro lavoro e devo dire che quel "ma" mi ha preoccupato un attimino! Scherzi a parte, in caso di ristrutturazione bisogna usare i piedi di piombo. Inizio con il dirle che utilizzando la domotica, la ristrutturazione della sua casa sarà più semplice in quanto si evitano molte linee elettriche di comando che vengono sostituite dal cavo BUS e quindi si potrebbero ri utilizzare anche le tubazioni esistenti. E'un argomento spinoso perchè è fondamentale il sopralluogo, prima di pronunciarci: le do alcune dritte. La flessibilità è un attributo che avrà comunque indipendentemente dal tipo di intervento tecnico (centralizzato piuttosto che distribuito) e quindi potrà decidere di aprire il portone del garage dal punto che desidera. In alternativa alla soluzione di centralizzre tutto in uno o pochi punti della casa, le dico che è possibile distribuire i moduli domotici (ciò che rende intellingente la casa), nelle varie scatole di derivazione e dove si alloggiano i pulsanti. Ripeto, dipende moltissimo dal suo caso specifico ma le posso dire che una recente nostra ristrutturazione ha adottato un sistema misto: abbiamo distribuito i moduli sia dietro i pulsanti che dentro le scatole di derivazione e anche in piccoli quadri. La scelta dipende dalla capacità dell'installatore di valutare la soluzione meno costosa e flessibile. E' chiaro che se utilizza più moduli avrà un costo "hardware" maggiore ma allo stesso tempo riduce la mano d'opera e probabilmente anche le metrature di cavi e tubazioni. Inoltre, deve considerare anche la possibilità di ampliare l'impianto in un futuro. Insomma, è un discorso molto complicato ma spero di esserle stato di aiuto.
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